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MARGAROLI

19 luglio 2022

La riscoperta delle qualità tattili dei materiali per l’architettura arricchisce e completa l’esperienza visiva dello spazio.

 

La tecnologia digitale ha allenato i nostri polpastrelli all’esperienza tattile dello schermo, privilegiando il senso della vista. © Jonas Leupe / Unsplash


Il ricorso sempre più frequente alla tecnologia digitale come supporto per la comunicazione e la condivisione di informazioni e come tramite per mediare all’impossibilità di incontro reale tra le persone ha portato nel tempo a molti risvolti positivi.

 

Riunioni, sopralluoghi, scambi che solo fino a qualche anno fa avrebbero avuto dell’impossibile, oggi non sono solo fattibili ma, con l’ausilio di una tecnologia evoluta, si arricchiscono addirittura di nuovi valori, rendendo l’esperienza digitale immersiva e coinvolgente.

 

Rispetto a questo c’è però qualcosa che resta insoddisfatto e, da un certo punto di vista, valorizza l’importanza e l’unicità della sperimentazione diretta e concreta della realtà dell’incontro, della scoperta e dell’esplorazione.

 

La perfetta planarità dello schermo del PC e dello smartphone ha allenato il nostro senso del tatto a percepire superfici lisce e a modulare un’azione con il semplice scorrimento dei polpastrelli sul vetro.

 

L’immersione digitale, dunque, ci ha fatto perdere in parte il piacere di accarezzare una superficie concreta, apprezzandone le imperfezioni e comprendendone la natura più profonda, l’origine, lo spessore e, addirittura, il peso e la consistenza.  

 

Le proposte di molte aziende del settore costruzioni, architettura e interior design sono volte, oggi, alla riscoperta della capacità sensoriale del tatto, per completare e dare spessore a quanto si sperimenta con la visione a schermo.

 


La riscoperta delle qualità tattili dei materiali porta alla progettazione di spazi accoglienti e confortevoli. © Margaroli


La valorizzazione dell’aspetto tattile delle superfici porta con sé una conseguenza importante, legata a doppio filo con le tradizioni del nostro paese: la riscoperta di alcune tecniche di lavorazione artigianale che, mutuate dalle piccole realtà locali, possono essere introdotte e reinterpretate in contesti di produzione industriale.

 

La ceramica, il legno, il metallo possiedono qualità sia visive che tattili specifiche che, in una progettazione attenta e calibrata sulle diverse esigenze comunicative e spaziali, possono caratterizzare un’architettura rendendola riconoscibile e identificabile come moderna.

 

È probabile che molti di voi abbiano familiarità con la comunicatività tattile delle lastre in ceramica da pavimento e rivestimento. Meno probabile, forse, che la stessa qualità percettiva sia sviluppata e associata al metallo, di cui da sempre si celebra la resistenza, la reattività rispetto alle temperature, la lucentezza e la capacità di mutare nel tempo alcune caratteristiche cromatiche.

 

Eppure anche la superficie del metallo può essere lavorata per produrre effetti con un’affascinante valenza tattile, strettamente legata, nell’immaginario, alla tradizione e al piacere delle piccole cose preziose lavorate e conservate con cura.

 

Avete per esempio mai sentito parlare della godronatura? Si tratta di un processo di finitura utilizzato per creare combinazioni di linee a scopo decorativo e funzionale. Una superficie godronata garantisce infatti un miglioramento della presa dell’oggetto, utile in particolare per alcuni elementi di design.

 

Margaroli, azienda specializzata nella produzione di manufatti in tubi e barre in metallo per il settore idrosanitario e la rubinetteria, riscopre proprio con la godronatura le qualità tattili del metallo, proponendo una nuova veste del materiale per diverse realizzazioni.

 


La superficie godronata dei maniglioni Margaroli in ottone può essere personalizzata in più di 20 finiture diverse. © Margaroli


Una tra queste realizzazioni riguarda una novità che sarà presentata al pubblico di architetti e progettisti che parteciperanno all’edizione 2022 di ARCHITECT@WORK Milano, in programma il 9 e il 10 novembre prossimi.

 

I maniglioni Margaroli in ottone, riscaldati elettricamente per assicurare un comfort d’utilizzo elevato, presentano una superficie lavorata con la tecnica della godronatura. La texture tridimensionale, leggera ma visivamente e tattilmente molto impattante, può essere realizzata su supporti trattati in più di 20 finiture diverse, sia galvaniche che PVD.

 

La geometria, portata alla micro-scala della lavorazione su metallo, unita alle proprietà specifiche del materiale di supporto, definisce elementi dall’estetica unica e preziosa, che può essere proposta in più elementi diversi: i maniglioni di cui abbiamo parlato, ma anche le rubinetterie, gli accessori per il bagno e altri elementi funzionali e decorativi, tutti realizzabili su misura per aderire alle specificità del progetto.

 

www.margaroli.com

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